fbpx

Perché una specializzazione sulla spalla

L’idea della specializzazione nasce da una curiosità: “ come possono convivere in un’articolazione due concetti apparentemente opposti, la forza muscolare e la grande libertà articolare? ”. Da qui nasce il desiderio di approfondire gli studi e di recarmi negli Stati Uniti e in Europa dove ho avuto la fortuna di incontrare grandi professionisti del settore, chirurghi e fisioterapisti. Il loro contributo è stato, ed è, tuttora fondamentale per risolvere dubbi e scambiare opinioni che nascono ogni giorno riabilitando questo segmento.

Cosa trattiamo

I tendini della cuffia dei rotatori sono quattro, ma nella maggior parte dei casi, il tendine vittima di lesione è il sovraspinoso, solo nei casi più gravi troviamo un interessamento del tendine ad esso posteriore, l’infraspinato, o del tendine ad esso anteriore, il sottoscapolare, in tal caso si parla di lesione massiva di cuffia.

 Sintomi

Dolore e deficit di forza nel sollevare il braccio, difficoltà a mantenere un peso in mano e dolorabilità durante il sonno.

Studio Fisioterapia Martinelli Roma | Frattura omero

Si tratta di un’interruzione di continuità dell’osso e, a seconda dell’altezza della frattura, distinguiamo:

  • frattura prossimale se è localizzata nella parte superiore del braccio;
  • frattura diafisaria se è localizzata lungo il corpo dell’omero;
  • frattura distale se è localizzata vicino al gomito.

Sintomi:
dolore, impossibilità al movimento, gonfiore e probabile ematoma o ferita cutanea (nel caso di frattura esposta).

L’instabilità gleno-omerale è la perdita della stabilità della testa dell’omero all’interno della superficie glenoidea della scapola garantita dall’integrità dei suoi elementi ossei (glena e testa dell’omero) e mantenuta centrata dai tessuti molli (muscoli e legamenti).

Sintomi:

sensazione di apprensione nel movimento del braccio in direzione della sua instabilità,
impotenza funzionale in alcuni movimenti e possibili disturbi circolatori al braccio.

 

La frattura della clavicola è la perdita della continuità dell’osso, spesso causata da una caduta sul moncone della spalla o un trauma diretto sulla clavicola.

Sintomi:
gonfiore e tumefazione sulla clavicola, possibilità di percepire la frattura al tatto, dolore a sollevare il braccio e a muovere il collo.

Infiammazione della capsula della spalla, anche detta “Frozen Shoulder” o “spalla congelata”.

Sintomi:
in fase iniziale dolore alla spalla senza alcuna limitazione nel movimento,
in fase avanzata il dolore diminuisce e la limitazione articolare aumenta fino a non poter più allontanare il braccio dal corpo ne portarlo dietro la schiena o dietro la testa.

L’alterazione del ritmo e dell’ampiezza del movimento della scapola sul torace durante l’elevazione del braccio e l’anomalia della posizione della scapola a riposo può essere la conseguenza di un trauma alla spalla, di una sofferenza neurologica o semplicemente di un allenamento non equilibrato dei muscoli scapolo-toracici e del braccio.

Sintomi:
dolore alla spalla e limitazione funzionale in alcuni gradi articolari durante il movimento del braccio,
contratture ai muscoli del collo e del torace.

Perdita del contatto articolare tra la clavicola e la scapola, provocata da un trauma diretto sulla spalla o sulla mano a braccio teso.
A seconda della gravità del danno si distinguono tre gradi di lussazione e l’intervento in base ad esso può essere conservativo o chirurgico.

Sintomi:
gonfiore locale, impossibilità a muovere la spalla o il braccio.

L’infiammazione del capo lungo del bicipite è una patologia invalidante circoscritta nella parte anteriore della spalla, le cause possono essere diverse, spesso associate ad altre patologie come per esempio un’instabilità gleno-omerale, una discinesia scapolo-toracica, un eccessivo rinforzo del muscolo bicipite o un lento deterioramento del tendine stesso.

Sintomi:
sensazione di gonfiore, calore, crepitii e dolore nella parte anteriore della spalla sia alla palpazione sia durante attività semplici della vita quotidiana,
impossibilità nel sollevare il braccio e spesso dolore notturno.

Formazione di calcificazioni che infiammano i tendini della cuffia dove si depositano, nella maggior parte dei casi il tendine interessato è il sovraspinoso.

Sintomi:
La sintomatologia varia a seconda della fase di infiammazione e si può presentare con molto dolore nella parte anteriore o laterale della spalla associato a difficoltà nel movimento del braccio, dolore notturno oppure a momenti asintomatica.

L’algoneurodistrofia, anche detta “sindrome complessa da dolore regionale (CRPS)”, è una malattia le cui cause sono ancora incerte. Si manifesta agli arti superiori o inferiori e sembra che sia dovuta a un’alterazione della percezione del dolore causata da segnali neurologici e vascolari periferici alterati.

Sintomi:
dolore, rigidità e gonfiore all’arto, difficoltà nel movimento, distonia, temperatura locale diversa, cute traslucida e assottigliata, osteoporosi a chiazze.

Malattia infiammatoria autoimmune sistemica. Si manifesta con un’infiammazione a carico dei polsi e delle dita delle mani e dei piedi. Con l’evolversi della malattia possono essere colpite altre articolazioni, di solito in modo simmetrico, come la spalla, il gomito, il ginocchio e l’anca oppure altri organi come cuore, reni e polmoni.

Sintomi:
gonfiore, calore, dolore e rossore, rigidità mattutina di oltre 30 minuti all’articolazione colpita, spossatezza e/o episodi febbrili.

L’artrosi è un’artropatia cronica a carico dell’articolazione. È caratterizzata da deterioramento della cartilagine, dalla formazione di osteofiti, dal versamento all’interno dell’articolazione e dall’ispessimento dei legamenti e della capsula che conferiscono all’articolazione un aspetto più ingrossato del normale.

Sintomi:
rigidità dopo un periodo di inattività che migliora dopo circa 1 minuto di movimento, crepitii e scrosci articolari, mobilità articolare limitata, dolente e spesso invalidante.

Come lo trattiamo

  1. Parliamo con il paziente e raccogliamo informazioni sulla causa del dolore.
  2. Scopriamo le sue aspettative dal trattamento riabilitativo.
  3. Informiamo il paziente sui movimenti che deve evitare.
  4. Educhiamo il paziente a svolgere esercizi da fare a casa.
  5. Consigliamo posizioni di riposo e gesti alternativi, momentanei, per le attività della vita quotidiana.
  6. Valutiamo i movimenti conservati e il dolore.
  7. Presentiamo il protocollo riabilitativo personalizzato deciso di comune accordo con l’equipe medica che in linea generale prevede tre fasi consecutive:
  • recupero della mobilità passiva attraverso movimenti che vengono svolti dal fisioterapista;
  • iniziale reclutamento muscolare con l’aiuto dell’altro braccio che chiamiamo mobilità attiva-assistita e graduale incremento degli esercizi di forza in catena cinetica chiusa (ossia esercizi con la mano vincolata su un appoggio);
  • lavoro integrato e di stabilità lombo-pelvica, anche chiamato “core stability”, che prevede esercizi di controllo di tutto il corpo a partire dai piedi fino alla mano in catena cinetica aperta  (mano libera di muoversi), esercizi funzionali e recupero eventuale del gesto atletico.

Cosa puoi fare da solo per prevenire il dolore alla spalla

  • Migliora la tua postura.
  • Cerca di non portare il braccio troppo indietro, al di fuori del tuo campo visivo.
  • Fai alcuni esercizi di allungamento per la spalla e per il collo.
  • Evita sforzi asimmetrici con le braccia.
  • Se lavori alla scrivania, ricordati di tenere i gomiti appoggiati sul tavolo e le spalle rilassate.

Non crederci se ti dicono

  • Il dolore alla spalla si risolve con il riposo.
  • “Basta che rinforzi”, non tutti gli esercizi che ti propongono vanno bene.
  • La riabilitazione è semplice e veloce, al contrario richiede costanza e tanta pazienza.

Il segreto del nostro successo nella riabilitazione alla spalla

Il segreto del nostro successo riabilitativo è nellavoro di equipe tra chirurgo, fisioterapista e preparatore atletico (quando necessario). Noi come fisioterapisti abbiamo sviluppato una conoscenza ottimale dell’anatomia e della biomeccanica della spalla, conosciamo con esattezza la tecnica chirurgica in modo da poterci confrontare in modo produttivo ed efficace con il medico ortopedico che rimane in contatto con noi e con il paziente durante tutto il percorso riabilitativo.

I nostri protocolli pur seguendo le linee guida internazionali, non propongono batterie di esercizi “uguali per tutti”, bensì l’esercizio giusto al momento giusto per il paziente. Come un sarto che cuce un abito su misura, cosi noi creiamo un programma personalizzato secondo la persona che dobbiamo riabilitare.



Socio A.I.Fi.

Recapiti
Telefono: 06 96035814
Cellulare: 3477836131
Mail: francesca.martinelli76@gmail.com
Indirizzo: Via Giovanni Severano, 33
(Piazza Bologna, metro B)



Privacy Policy

Cookie Policy